Gli ultimi 2 giorni di Svezia

Nel post di oggi racconto due giorni in uno, perché ieri non ho avuto modo di scrivere il diario. E poi, vista la “ciccia” che resta al netto delle ore trascorse tra autostrada e traghetto, direi che è appropriato condensare

Ma procediamo con ordine, ci siamo svegliati sabato mattina a Gamla Uppsala (Uppsala Vecchia), un sobborgo appena prima di Uppsala che può vantare la presenza di antiche collinette, dove sono stati trovati resti archeologici dell’epoca vichinga, precedente alla diffusione del cristianesimo in Svezia. Tali collinette chiamate Mound Thing sono state un importante luogo di ritrovo e dell’attività politica della zona, come l’equivalente di un foro romano, fino a tempi relativamente recenti. Qui è inoltre presente la prima cattedrale della città. Dopo colazione facciamo un giretto in questo luogo molto ameno e rilassante.

Poi ci spostiamo verso il centro di Uppsala per farci l’idea di come sia una città svedese di medie dimensioni. Rimaniamo colpiti positivamente, è decisamente più europea e vivace, vissuta e cosmopolita rispetto alle città Norvegesi visitate, insomma più vicina alla nostra idea di città.

A parte la cattedrale piuttosto imponente all’esterno ed un grande palazzone piuttosto anonimo, che qui definiscono “castello”, la città non ha monumenti di grande interesse turistico. Tuttavia si percepisce una buona qualità della vita ed essendo sede universitaria si nota la presenza di tanti locali, birrerie, ristoranti e caffetterie.

Pranziamo in una di queste: una sorta di caffetteria/panetteria/spazio di coworking. Una specie di Starbucks svedese. Ci azzardiamo addirittura a prendere 4 tranci di pizza, sorprendentemente buoni, se si chiude un’occhio sulla chiazza di salsina bianca al formaggio, aglio ed erba cipollina che accompagnava la fetta.

Prima di lasciare la città facciamo la spesa ad una Lidl, che al confronto dei tristi supermercati norvegesi sembrava il paese della cuccagna per varietà dei prodotti ed accessibilità dei prezzi. Riusciamo persino a prendere una fetta di gorgonzola come sorpresa a Domenico.

Proseguiamo verso sud alla volta di Vadstena, paese sul lago Vattern, uno dei più grandi della zona. Chiara ha selezionato questa punto per una sosta, perché il paese che può vantare un palazzo/castello piuttosto notevole, ma soprattutto l’antico convento di Santa Brigida. Quando arriviamo troviamo inoltre una colorita fiera a tema “american vintage” con auto americane d’epoca e band rockabilly.

La località sul lago é molto carina e anche qui troviamo tanta vita e sia per il festival sia per un matrimonio all’interno del cortile del palazzo. Il convento (a differenza delle precedenti, chiesa cattolica) é ben conservato e scopriamo essere meta di pellegrinaggi, infatti la sua fondatrice Santa Brigida di Svezia era una che per l’epoca viaggiava un sacco (Santiago, Roma, Gerusalemme).

Piccola curiosità: in tutte le chiese Svedesi che abbiamo visto, sia luterane che cattoliche, c’è un angolino con tavolo, pennarelli, album e accessori per far giocare i bambini, in pieno stile parcheggio bambini di IKEA.

La sera andiamo a dormire un po’ più a sud sempre sullo stesso lago. Dopo una cena con le soddisfacenti Polpettine Svedesi e con lo zola già menzionati, prenotiamo per il giorno dopo traghetto per il rientro in Germania. Un vantaggioso passaggio Malmo-Trevemunde con partenza alle 16 ed arrivo alle 00:45 che ci costa solo 116€ con cabina.


Domenica 20 è l’ultimo giorno di Svezia ed inizia con una giornata nuvolosa e piovosa. Partiamo abbastanza presto per andare a visitare Lund, altra città di medie dimensioni e sede universitaria. Anche questa ci colpisce positivamente, soprattuto per gli splendidi parchi e zone verdi molto ben curate e le belle piazze. Ma non ci fermiamo molto perché via del tempo.

Dopo un pranzetto veloce raggiungiamo il porto di Malmo e molto rapidamente ci imbarchiamo. Nel frattempo è uscito il sole e questo ci rallegra perché passeremo con la nave sotto il famoso e impressionante ponte Øresund che collega Malmo a Copenaghen.

Il momento dell’attraversamento sancisce in modo anche simbolico il nostro saluto alla penisola scandinava e al Grande Nord. Si torna in Europa, che al di là di stucchevoli retoriche non possiamo fare a meno di sentire come casa.

La nave è enorme, ma probabilmente pensata prevalentemente per il trasporto di camion, infatti l’area passeggeri è molto più piccola rispetto ai traghetti per la Sardegna: c’è un solo ristorante self service ed un solo salone. Però in compenso anche i prezzi per mangiare e bere sono davvero onesti e con dosi “da camionista”.

Però riluttanti a mangiare alle 17 come gli altri passeggeri decidiamo di vederci prima un film in cabina, ignari del fatto che alle 19 avremmo trovato self service chiuso. Limitiamo i morsi della fame con l’ennesimo hot dog da traghetto, decisamente piccino e di scarsa soddisfazione. Dopo una partita a Tiny Epic Galaxies, torniamo in cabina e dormiamo fino a mezzanotte e mezza.

Puntuali sbarchiamo all’una meno un quarto e andiamo ad un’area sosta nei pressi della vicina Lubecca per completare il nostro sonno.

Lascia un commento