Ferragosto con Sara a Tromsø

In questa giornata non abbiamo fatto molta strada e purtroppo il meteo non è stato proprio favorevole, con pioggia alternata a tempo nuvoloso.

Abbiamo dedicato la mattina ad un giro dei promontori e dei fiordi molto belli nei dintorni di Tromsø, seguendo le indicazioni e i suggerimenti della mia amica Sara che abita qui da ormai 10 anni.

Dunque siamo stati a Ersfjordbotn (ok però calma con le parole) ed abbiamo pranzato in un tipico caffè norvegese / negozietto di oggettistica per la casa e cibi pregiati. La zona ristorante era in una mansarda tutta di legno, con il tetto spiovente, i tavoli e le sedie scompagnate. Estremamente nordico ed accogliente.

Il locale era frequentato esclusivamente da Norvegesi, infatti a differenza del solito non abbiamo trovato scritte anche in inglese. Inoltre la clientela era composta in prevalenza da donne: compagnie di amiche, nonne con figlie e nipotine, alcune si fermavano a lavorare a maglia e chiacchierare bevendo un tè e mangiando un dolcetto.

Altra particolarità del locale è stata la modalità con cui abbiamo ordinato, cioè attraverso il telefono dal sito del locale. Essendo questo solamente in norvegese l’operazione ha richiesto tempo ed un po’ di spirito d’azzardo. Abbiamo assaggiato un toast particolare, un crostone, uno sformato di patate e pesce e delle polpette di pesce. Il tutto ben accompagnato da buone insalate ricche (una rarità nella nostra dieta nordica).

Dopo pranzo proseguiamo il giro passando da Grøtfjord, Tromvik, Rekvik ed ammirando paesaggi molto suggestivi, peccato solo che le nuvole abbiamo ridotto la visibilità dei panorami. Questi posti, essendo fuori dai classici itinerari turistici sono praticamente deserti. C’è giusto magari una macchina con un norvegese che pesca. Ma per il resto non si incontra quasi nessuno.

Nel pomeriggio arriviamo nel centro di Tromsø , dove abbiamo appuntamento con Sara che finiva di lavorare alle 16 (ovviamente qui il Ferragosto non esiste).

Giriamo un po’ le vie del centro, attraversiamo il grande ponte, vediamo da fuori il Museo polare dedicato alle gesta di Amundsen, però ci bastano poche decine di minuti per capire che non è scoccata una particolare scintilla con questa città. Notiamo infatti l’evidente contraddizione di una città priva di una reale vocazione turistica, per assenza di monumenti o attrazioni storiche, che si è trovata negli ultimi 10 anni a cavalcare la moda dei tour “mordi e fuggi” per la visione delle aurore boreali o per i safari di whale watching.

Si trovano infatti nelle vie del centro questi grandi negozi di souvenir e maglioni, tutti uguali tra loro e uguali a quelli già visti al Brygge di Bergen. Però a qui c’è ancora meno da vedere. Probabilmente si potrebbe apprezzare maggiormente il fascino della città fermandosi di più e vivendola, essendo infatti sede universitaria, non mancano pub e locali.

Verso le 17 ci troviamo con Sara e Martin, il suo ragazzo norvegese ed andiamo a bere un buon caffè espresso in un locale di italiani che vende a carissimo prezzo i nostri formaggi, vini e prodotti gastronomici. I ragazzi assaggiano invece degli ottimi succhi di frutta tipici norvegesi, rabarbaro, sambuco, mela, ribes. Chiacchieriamo e approfittiamo del l’occasione per “intervistare” Sara e Martin sulla vita in Norvegia e a farci dare risposte sulle svariate curiosità che ci sono sorte in questi giorni.

Poi spostiamo il camper in un parcheggio sul porto, accanto all’acquario Polaria (troppo misero di contenuti per meritare una visita) e ci stabiliamo lì per la notte, dove ci sono altri camper. Infatti nonostante il costo abbastanza esagerato per lo squallore e la totale mancanza di servizi presenti, questo sembra essere il solo posto dove possono sostare dei camper nella zona centrale di Tromsø. Ma il piccolo sacrificio vale perché abbiamo una prenotazione ad un ristorante carino dove andiamo a cena sempre con Sara.

Lei infatti ci aveva invitato a bere e a partecipare ad una delle jam session che si tengono tutti i martedì al Bastard Bar, ma purtroppo esistono delle restrizioni abbastanza rigide per quanto riguarda la presenza di minorenni nei pub. Perciò andiamo a cena insieme in questo piccolo ristorantino, molto intimo ed accogliente, l’Art Cafe Bistrot.

La prioritaria è amica di Sara e ci coccola con un servizio premuroso. Le pietanze sono ottime e con porzioni decisamente generose. Assaggiamo una zuppa di pesce rossa, con cozze e leggermente piccante, una bourguignonne di carne con contorno, uno stufato di macinato di renna con puré ed un trancio di salmone con gamberetti e patate. Per concludere una fetta gigante di torta al cioccolato deliziosa. La serata è molto piacevole e si chiacchiera davvero volentieri con Sara, livornese di nascita e trapiantata a Tromso. Ci racconta ancora della sua vita in Norvegia, dei pregi, dei difetti, della mentalità di queste persone così freddine e formali nei rapporti ed un po’ chiuse nei confronti degli stranieri (soprattuto qui nel nord del paese).

È davvero molto interessante e divertente confrontarsi con lei e capire di più anche della gente che vive in questa splendida terra, infatti una delle cose che ci è mancata di più è stata l’occasione per conoscere dei norvegesi. Questo è stato dovuto anche alla loro indole molto riservata e poco espansiva (salvo poche rarissime eccezioni).

Con la pancia piena e contenti salutiamo Sara e andiamo a rifugiarci in Pagghiu per qualche puntata di The Office ed una bella nanna.

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