Arrivederci Lofoten

Questa giornata l’abbiamo dedicata alla prosecuzione e della scenic route delle Lofoten con la vista di altri paesaggi splendidi e alla visita della cittadina di Hanningavaer.

Ci siamo svegliati con tempo un po’ nuvoloso e una leggera pioggia, ma anche così la vista di ponti, coste frastagliate ricche di spiaggette dall’acqua turchese, gli arcipelaghi di scogli e le montagne sullo sfondo ha un grande fascino.

Arriviamo ad Hanningsvaer verso le 11 ed iniziamo a passeggiare mentre nel frattempo torna il sole e ci regala la vista di un arcobaleno su uno scenario già di straordinaria bellezza.

Il paesino è molto vivo, ricco di caffè, ristoranti ed agenzie che organizzano giri kayak, scalate, battute di pesca in barca e Safari fotografici per avvistare l’aquila di mare.

Noi decidiamo che è giunto il momento di provare un ristorante norvegese ed assaggiare la cucina di pesce locale.

L’ambiente è molto carino, luminoso, essenziale, decisamente scandinavo ed anche la cucina curata e gustosa benché il menù del pranzo non sia ricchissimo di alternative.

Io assaggio una zuppa di pesce con verdure e della panna, Chiara una zuppetta di cozze dalle evidenti influenze Thai, con latte di cocco, chili e zenzero, Giovanni si divora un gustoso sandwich con gli scampi fritti e Domenico va sul sicuro con un ottimo Fish & Chips. Per quello che si è mangiato e la posizione del ristorante nel paese molto turistico, il conto è assolutamente ragionevole.

Nel pomeriggio finiamo quindi il giro delle Lofoten e verso sera passiamo il gigantesco ponte che ci ricongiunge al continente.

Su queste isole avevamo altissime aspettative e infatti le avevamo indicate come il punto d’arrivo e momento saliente della vacanza e ci abbiamo dedicato infatti 5 giorni. Non siamo rimasti affatto delusi, anzi ci hanno continuamente strappato tante volte quel suono che il buon Peter Sloan definiva come “italiano torta” ovvero quel Oooh 😮 di meraviglia ammirazione.

Unico piccolo difetto è che vedendole in Agosto le abbiamo trovate particolarmente affollate di turisti. Ed avendo spazi limitati per i parcheggi, una sola strada principale che le attraversa e non molte attrazioni super famose, è inevitabile perdere un po’ di quel senso di pace e silenzio che esigerebbero simili spettacoli della natura. Capiamoci nulla di invivibile o paragonabile al casino che abbiamo trovato in altri paesi europei in questo stesso periodo, solo sovraffollate rispetto agli standard norvegesi.

Ci fermiamo in una piazzola con la classica vista del tramonto sul fiordo, e dopo una bella pasta andiamo tutti a nanna.

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