Questa puntata del diario sarà piuttosto breve, in quanto l’unica visita interessante é stata quella alla città di Trondheim. Ma sia oggi che ieri sono state per lo più giornate di spostamento per un totale di 708 km.

Senza troppe difficoltà riusciamo a parcheggiare nel centro storico a pochi passi dal lungofiordo, con le antiche case di legno colorate del vecchio porto, con i loro argani sugli abbaìni. Potrebbe sembrare un po’ un deja vou di Bergen, ma le case sono un po’ più grandi e costruite sopra pali.



Siamo anche vicini ad un vecchio ponte, che conduce ad una zona carina di ristorantini e locali dall’altra parte del fiordo.
Raggiungiamo poi a piedi la cattedrale, che sorge in mezzo al parco/cimitero. Ci limitiamo a vederla dall’esterno, non abbastanza entusiasmante per motivarci ad acquistare il biglietto di ingresso.


Dalla via che costeggia i giardini della cattedrale, notiamo un lungo vialone che porta ad una grande piazza, completamente occupato da stand di una sorta di fiera del gusto. Capiamo che i grandi padiglioni sono ciascuno dedicato ad una regione o provincia. E all’interno ci sono banchetti di salumi, formaggi, prodotti da forno, pesce, dolci e svariati piatti caldi e streetfood.
Purtroppo non riusciamo a dedicarci ad un metodico assaggio di tutti i prodotti per due semplici motivi. Prima di tutto c’era così tanta gente che era difficilissimo avvicinarsi sfacciatamente ai banchetti, inoltre procedevano troppo ordinati e quasi in fila, per consentirci una tattica di guerriglia mordi e fuggi. E poi i proprietari dei banchetti erano fondamentalmente tirchi, mettevano pochi assaggini alla volta e quindi faceva ancora più brutta impressione approfittarne sfacciatamente.
Tra l’altro una delle cose che mi ha colpito di più è che i titolari degli stand non facevano il minimo chiasso per richiamare l’attenzione sui loro prodotti, ma come tutto il resto della folla, parlavano appena e a bassissima voce. Insomma da una folla enorme di una fiera così grande, ci si sarebbe aspettato un rumore di fondo piuttosto notevole e invece c’era un silenzio quasi irreale.
Riusciamo comunque a mangiare Kebab di renna (straccetti di carne con insalata, cavolo e rosso, cipolla e salsina tipo panna acida in un involto conico fatto con una pasta norvegese morbida, diversa dalla piadina o dalla tortillas)
Hamburger di pesce, Hamburger di alce, Fish and chips ed uno stufato buono di non so quale bestia. Per concludere caffè americano e due dolcetti buoni. Le birre erano inavvicinabili, innanzitutto perché poi dovevo guidare e pare che qui i controlli siano tremendi, e poi perché per il classico bicchiere di plastica da 0.4 volevano 100 NOK, praticamente 9EUR. C’è da dire che a queste fiere si spende un mucchio anche da noi, però rispetto alla Sicilia è un altro pianeta.


Dopo l’esperienza, ripartiamo verso nord, facendo una strada costiera che ci porterà a prendere domani un’altra scenic route che conduce verso la regione degli arcipelaghi, dalle parti di Bødo.
Troviamo un posto molto bello dove dormire, su una terrazza che affaccia su un fiordo e ceniamo con una bella pasta alla pummarola. Notiamo, prima di addormentarci, che alle 23 ci sono le ultime luci del crepuscolo. Segno che manca poco al circolo polare artico 🙂


