Ci svegliamo e facciamo colazione, per poi metterci in viaggio alla volta di Bergen, famoso porto e seconda città della Norvegia.
Da dove abbiamo dormito ad un parcheggio sul porto, nel centro città ci vuole un’oretta, che trascorriamo quasi totalmente tra paesaggi montani con laghetti, cascate, boschi e piccoli centri abitati, composti esclusivamente dalle solite casette di legno bianche e rosse. Insomma come dintorni e periferia di una importante città ci sembrano meravigliosi. Poi anche arrivati in centro, parcheggiando di fronte ad una immensa nave da crociera, ci perdiamo tra i vicoletti di altre graziosissime casette di legno variopinte. In effetti, per quanto sia la seconda città della Norvegia, conta meno di 300000 abitanti e questo rende possibile la quasi totale assenza di alti palazzi residenziali in cemento.



In pochi minuti arriviamo al famosissimo Bryggen, ovvero il quartiere del vecchio porto, che era stato fin dai tempi del Medioevo, il centro di potere dei ricchi mercanti tedeschi della Lega Anseatica. Per i profani è quella schiera di casette di legno, un po’ inclinate affacciate sul porto, in pratica il simbolo e cartolina di Bergen, nonché patrimonio UNESCO.
Ormai soltanto quattro edifici, un tempo case/botteghe e magazzini dei mercanti, sono davvero antichi, gli altri sono ricostruzioni, perché Bergen aveva un problemone con gli incendi.
Vale comunque la pena di perdersi negli stretti passaggi tra queste costruzioni, inclinate una addosso all’altra per permettere all’epoca di sollevare, mediante gli argani degli abbaìni, i preziosi carichi fino si magazzini nei sottotetti. Oggi sono tutti negozi di souvenir, atelier di artisti o bar/ristoranti.







Il Bryggen è preso molto d’assalto dai turisti, in quanto tappa obbligata di tutte le crociere nei mari del nord e di qualsiasi tour organizzato della Norvegia. Noi approfittiamo della grande quantità di negozi di abbigliamento Norvegese e duty free, per aggiungere qualche pezzo al nostro equipaggiamento anti-pioggia ed acquistare il celebre sticker con l’alce, da attaccare su Pagghiu. Ci sembra di aver fatto buoni affari, infatti l’abbigliamento sportivo non è più caro che da noi, a differenza degli alimentari.
Passeggiando lungo il molo, al quale sono ormeggiate barche e navi di ogni forma e dimensione, arriviamo alla Rosenkrantz Tower, unico edificio storico in pietra. Una sorta di tozzo maniero, con cinta muraria che affaccia sul mare.
Entriamo in biglietteria indecisi sul da farsi, quando veniamo interpellati da una signora indiana (probabilmente americana di origine Indiana) che ci regala i biglietti per la visita. In pratica questa comitiva di turisti da crociera, aveva acquistato la visita guidata per l’intero gruppo, ma tre signore preferivano restare a riposare all’ingresso, così siamo stati invitati ad aggregarci… un po’ Giovanni sembra indiano, così ci ha permesso di mescolarci con i nostri ospiti.
La visita è abbastanza breve e, siccome a caval donato non si guarda in bocca, non posso lamentarmi, ma in tutta sincerità penso che questa attrazione si possa lasciar perdere senza rimpianti. Ci sono poche stanze, abbastanza disadorne e quattro ricostruzioni di abiti d’epoca. La vista dal tetto della torre, mostra il centro di Bergen.



Alle 13 iniziamo a sentire un certo languore, decidiamo così di sfamarci al famoso mercato del pesce di Bergen, altra attrazione acchiappa turisti. Ormai del mercato vero e proprio c’è poco, sono più che altro food truck stabili o chioschi/ristoranti sul porto. Ma dato che ad una bancarella c’è un simpatico conterraneo di Ancona, che ci offre un assaggio di salami di Renna, Alce ed Orca, decidiamo di acquistare un questo tris di improbabili salumi. Ne approfittiamo per ottenere una breve intervista su come si vive a Bergen e come sia di inverno (a quanto pare meglio che d’estate). In cuor nostro sappiamo di essere caduti in una trappola per turisti, ma oggi abbiamo deciso che oggi ci va bene così.
Pranziamo velocemente con un fish and chips molto buono ed abbondante ed un paio di panini con salmone affumicato e gamberi. Saltiamo senza rimpianti, la possibilità di assaggiare le bistecche di balena ai ferri.



Rapidamente torniamo da Pagghiu, attraversando altre zone, come quella del teatro e confermiamo la nostra opinione positiva sulla città, ma adesso è ora di ripartire dopo questa toccata e fuga.
Infatti ci ributtiamo verso nord e poi nuovamente verso l’interno per prendere la nostra quarta scenic route, quella del Gualarfjellet che ci porterà verso il Sognefjord ed il grande ghiacciaio Jostedalsbreen ed il suo parco nazionale.
Prendiamo un altro traghetto e ci fermiamo spesso lungo il tragitto. Ogni volta che una delle numerose aree sosta/picnic lungo la strada ci permette di sgambettare verso un torrente o una cascata o punto panoramico.




Alla fine arriviamo ad un altra fattoria della nostra app. Il posto è sulla riva di un torrente, in mezzo a colline erbose e con la vista sull’ennesimo laghetto. Dopo esserci sistemati, facciamo un gioco insieme.
Per cena, cuciniamo sulla griglietta della carne di maiale comperata in Germania e congelata nel nostro freezer.


