Il battesimo vichingo

La prima giornata su suolo norvegese inizia con calma. Decidiamo di alzarci con comodo alle 9 (gli altri, io invece scrivo il blog) e metterci alle 10 a fare colazione all’aperto sul nostro tavolo in riva al laghetto, sotto un terso cielo azzurro ed un caldo sole che asciuga ancora gli ultimi panni, disposti sul cofano di Pagghiu. Qualcuno ne approfitta anche per strimpellare la sua chitarrina.

Sempre con calma ci rimettiamo quindi in marcia, sulla Scenic Route che ci dovrebbe portare sulla costa ovest. La strada effettivamente regala paesaggi molto variegati e splendidi. All’inizio passiamo per un parco geologico, dove le rocce sono scure e arrotondate, smussate dal ritirarsi dei ghiacciai. Affianco a noi si alternano laghetti, torrenti ed ovviamente fiordi. Ci fermiamo a fare due passi nei pressi di Helleren , zona in fondo ad un fiordo molto pittoresco, da cui partono diversi sentieri didattici nel parco geologico. Noi ci fermiamo subito per vedere delle antiche case costruite a ridosso della parete rocciosa, che le sovrasta e protegge come una pensilina.

Si riparte e pian piano che ci avvicinamo alla costa, il paesaggio cambia ancora diventando più pianeggiante, caratterizzato da immensi terreni a pascolo verde, separati da muretti a secco, in uno scenario che potrebbe ricordare l’Irlanda (per come la immagino, visto che non ci sono mai stato).

Ci fermiamo a sgranchirci le gambe e a fare due passi, presso un caratteristico antico cimitero in riva al mare, con la sua chiesetta bianca. Un piccolo momento di pace.

Da lì facciamo ancora poca strada per raggiungere Orrestranda, che nonostante il nome non proprio invitante, è davvero splendida, una delle più lunghe spiagge di sabbia di questo tratto di costa. Nel parcheggio facciamo un veloce pranzetto, poi ci mettiamo il costume e superiamo le dune di sabbia per arrivare al mare, che si rivela a noi di un bel verde acqua o quasi turchese.

C’è davvero poca gente in acqua, ma il richiamo è troppo forte. Perciò nonostante indossassimo tutti la felpa sopra il costume, io e i ragazzi ci siamo spogliati in un lampo e corsi in mare, tenendoci per mano.

Dopo un po’ di titubanza anche Chiara si è lasciata convincere a non perdere questa occasione ed avere il suo battesimo vichingo.

Dopo il bagnetto, rinvigoriti dall’acqua freschina (non gelida come quella dei fiumi sloveni dell’anno scorso), abbiamo approfittato della doccia all’aperto presente presso i bagni del parcheggio. Peccato fosse ghiacciata.

Ripartiamo e proseguiamo verso l’interno, dove prendiamo il nostro primo battellino norvegese, per attraversare il Lysefjord. Durante la breve attraversata siamo in prima fila e possiamo ammirare tutti i lati del ramificato fiordo, l’altissimo ponte a campata che collega i due versanti di una delle sue biforcazioni.

Una volta sbarcati, inizia una ricerca per il posto giusto dove pernottare, ma alla fine decidiamo di tornare all’imbarcadero, dove godiamo di una vista decisamente appagante.

Dopo una buona pasta con i piselli e prosciutto e qualche pezzo di formaggio, giochiamo un po’ e pensiamo ai programmi per il giorno dopo. Infatti siamo molto indecisi se salire alla famosissima Preikestolen o Pulpit rock, visto che Domenico non è propriamente un amante delle camminate impegnative, né delle grandi altezze… La notte porterà consiglio.

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