Ci svegliamo presto, nel parcheggio di un grande acquario, dove abbiamo trascorso una notte ventosa e piovosa insieme ad altri camper. C’è da arrivare all’imbarco entro le 8:30, ma prima vogliamo dare una sistemata a Pagghiu e rimuovere qualche kg di sabbia, portata dentro dall’avventura della sera prima.
Fatto il check-in ci concediamo una colazione sul pontile, in attesa dell’imbarco. Poi finalmente si sale sulla grande nave rossa della Fjord lines, che ci porterà a Kristiansand.

Il traghetto è molto nuovo ed all’interno decisamente pulito, luminoso ed accogliente. Ci piazziamo subito ad un tavolo e da lì non ci smuoveremo per tutta la durata del viaggio.

Lasciamo il porto alle 9:45 ed iniziamo a leggere, scrivere il blog e giocare. Purtroppo avvertiamo subito il fastidio di un mare abbastanza agitato, che rende difficoltoso concentrarsi (e forse si capirà la ragione dei numerosi errori nel post di ieri). Tuttavia, la presenza di numerosi contenitori per i sacchetti di carta da mal di mare, ci fa intuire che probabilmente questa tratta può essere anche molto peggio di così.
Ad interrompere la monotonia del viaggio ci pensano i simpaticoni degli annunciatori che dal Bridge mandano messaggi di allarme, dichiarando che c’è un incendio a bordo e che tutta la crew deve radunarsi nei saloni, indossare giubbotti salvagente e poi recarsi alle scialuppe di salvataggio. Nonostante questo vediamo la gente attorno a noi, per lo più serena e tranquilla che continua a leggere, giocare a carte, ingozzarsi di cibo. Quelli preoccupati sono solo i passeggeri che non hanno sentito “questa è una esercitazione, non riguarda i passeggeri”. Per fortuna alla seconda volta che il messaggio è stato ripetuto, dopo la sirena dall’allarme, abbiamo sentito anche la premessa e i bambini hanno tirato un sospiro di sollievo.


Alle 14:30, con un’ora circa di ritardo sbarchiamo e Kristiansand.
Siamo molto felici, ma io e Chiara entriamo nella paranoia dei famosi limiti di velocità norvegesi. Sappiamo infatti, da guide turistiche, blog di viaggi e gruppi Facebook, che qui in Norvegia i limiti di velocità sono bassissimi e i controlli sono molto frequenti e con sanzioni severissime. Si narra di mitologiche multe da 3000 euro per aver superato il limite di pochi km in una zona di rettilineo in discesa. Ora non so quanto questo terrorismo psicologico sia giustificato dai fatti, ma io inizio a guidare con l’occhio sul tachimetro perché effettivamente la segnaletica cambia di frequente e non è sempre chiara. 80, 70, 60, 50, 40, 30, sono i vari limiti, in un tratto di autostrada fuori Kristiansand abbiamo visto anche per un po’ un vertiginoso 110. Ma il vero problema sono i cartelli di fine limite, tipo 70 barrato.
E tu ti chiedi, “ma quindi quanto posso andare adesso? Non si sa!”.
E questo ci fa arrabbiare perché con lo stesso costo e la stessa fatica potevano mettere il cartello con il nuovo limite!
Finito lo sfogo arriviamo alla carina cittadina di Mandal (questa è la via), un luogo di villeggiatura di mare per norvegesi. Qui facciamo rifornimento acqua e poi andiamo a vederci qualche spiaggia.
La cosa particolare delle località di mare in Norvegia è che parcheggi in mezzo ad una foresta di conifere, ti prepari mentalmente ad affrontare la salita ad un rifugio con immancabile polenta taragna e poi… Arrivi su una spiaggia con gente in costume, bambini che sguazzano, castelli di sabbia.


Ovviamente i nostri figli ci rimproverano per aver lasciato i costumi da bagno su Pagghiu e così, prima di andare a vedere la seconda spiaggia, andiamo a prenderli, pensando
“voglio proprio vedere se si buttano, l’acqua è freschina e tira un’arietta che ci vuole la felpa”
E alla fine si arriva in una spiaggia che sembra in un parco cittadino, con tavoli da picnic, giochi, docce all’aperto e persino lo scivolo per permettere ai portatori di handicap di farsi un bagno. Qui, in meno di 3 minuti, i ragazzi sono già in costume e poi subito in mare a sguazzare e giocare. L’acqua non è troppo fredda, siamo riparati dal vento ed il sole davvero piacevole.




Io faccio una passeggiata di esplorazione nei dintorni e mi rendo conto che tra isolotti, promontori, insenature é strapieno di spiagge e spiaggette di ogni dimensione. Ed é così su tutta la Costa per centinaia di kilometri! Si vede che questo fiordo si spinge per un po’ nell’interno ed é del genere con la Costa bassa di spiagge, pontili e villette bianche affacciate sul mare. Deve essere proprio bello trascorrere le vacanze estive in un posto del genere, autentico paradiso per i praticanti del SUP.

Ci rimettiamo in marcia alla volta di Flekkefjord, dove contiamo di accamparci abbastanza presto e così da riposare un po’. La cittadina, manco a dirlo costruita sulle rive di un fiordo, è davvero carina. A passeggiare nel suo centro storico con le sue casette bianche ci si sente in una zona di Disneyland, ma più pulita!






Purtroppo non troviamo uno spot soddisfacente dove trascorrere la serata e poi la notte, così ripartiamo prendendo la strada 44 che fa parte delle National scenic route. E mentre Chiara prova a trovare su Park 4 Night un posto dove fermarci, io ripeto il nostro motto “la strada provvede”.
A proposito di strada, siamo molto curiosi di vedere queste “scenic routes” o “natjonale turistweger”, perché a noi gia le strade comuni, già subito da fuori Kristiansand e poi fino a Flekkefjord già hanno donato continui scorci meravigliosi. Ponti su fiordi, cascate, torrentelli, isolotti, laghetti… Ovviamente siccome sono al volante non ho potuto fare foto, ma percorrere queste strade con della buona musica, il cielo azzurro ed il sole è qualcosa di estremamente gratificante.
Ed é proprio sul ciglio della strada 44, davanti ad un bellissimo laghetto che troviamo alle ore 19:30 uno spiazzo con due piccoli Van Volkswagen: due famigliole di tedeschi, intente a pescare sulle rive del lago. Dopo esserci accampati scambiamo due chiacchiere ed impressioni entusiastiche con i vicini. Il posto è quello giusto, ci sentiamo davvero felici!




