Quanto è lunga la Germania

La tappa importante di oggi

Dopo una bella e riposante dormita mi sveglio presto per scrivere il diario e iniziare a perlustrare virtualmente con GoogleMaps i dintorni del parcheggio. Intanto Chiara prepara una buona Moka e prima delle 8 siamo già ad un supermarket tedesco a comprare pane, latte, carnina ed ovviamente birra.

Colazione al volo

Facciamo rifornimento e si parte, alla volta di Billund, in Danimarca, la città sede della Lego. Il navigatore ci indica 9h di viaggio e sappiamo che dovremo passare il tratto tra Hannover ed Hamburg, notoriamente molto trafficato causa cantieri. Quindi ruote in spalla e si va, sempre fissi sui 100/110 quando non ci sono lavori o scrosci di acquazzoni. Il traffico è scorrevole e i tedeschi, specie i camionisti sono molto disciplinati, perciò la guida non risulta stressante o stancante. C’è un notevole numero di cantieri per rendere questa autostrada a 3 corsie e pensiamo che sia una bella notizia per quando torneremo al Nord in futuri viaggi.

Il tempo trascorre senza che nessuno si lamenti della noia, tra ascolto di musica, podcast (Non hanno un amico di Bizzarri, Morning di Costa e Cose molto umane di Giampiero Kesten) ma soprattutto ci tiene avvinti la stupenda lettura di Antonella Civale, che su Audible rende vive le cronache della famiglia Caskey, ovvero La saga di Blackwater di Michael Mc. Dowell. Superconsiglio!

Verso le 13 approfittiamo di un momento senza pioggia per fermarci a pranzare e sgranchirci le gambe in una delle innumerevole aree sosta lungo l’autostrada. Chiara prepara i bonbon, ovvero degli involtini di lonza ripieni con una cremina al formaggio e coperti di paprika, per contorno una bella valeriana. Il camper si riempie di un odore super tedesco, ma invitante. Ad accompagnare e per “sgrassare” una Radler, comprata durante il passaggio in Austria di ieri, come ricordo dell’estate scorsa.

Involtini di lonza spicy con ripieno porcoso

Dopo caffè e quadretto di cioccolata si riprende e si prosegue senza rallentamenti significativi fino ad Amburgo. Lì l’autostrada passa proprio in mezzo all’immenso porto ed il paesaggio dal monotono susseguirsi di colline coltivate e boschi diventa improvvisamente super antropizzato. Oltre al gigantesco cantiere per l’ampliamento della strada ci troviamo circondati da altissimi impianti eolici, gru portuali a perdita d’occhio, immensi muraglioni di container, un viadotto che altissimo passa accanto a noi ed infine un lungo tunnel ci fa infilare sotto il fiume Elba. Passato questo momento di traffico lento e grande e frenetica attività umana, torniamo più o meno al consueto nulla di rilevante.

Ecco, adesso che ci penso ci ha stupito lungo tutto il percorso, la grande quantità di impianti solari installati nei campi ai lati dell’autostrada. Voglio dire se funziona in Germania, chissà nel paese del sole

Ormai si sono fatte le 19 e decidiamo di fermarci a Flensburg, ultima città significativa al di qua della frontiera. Dalle foto ci sembra carina e soprattutto ha un bel porto sul Mar Baltico. Così troviamo un parcheggio proprio sul canale di mare che divide il centro città e facciamo una piacevole passeggiata durante la cosiddetta magic hour. La luce infatti è stupenda, le nuvole di accendono di colori fantastici, valorizzando ancora di più le barche a vela ormeggiate, gli aguzzi edifici dell’architettura nordica e i tavolini con la gente seduta di fronte ai moli del porto a fare l’aperitivo. Il cielo è già quello del Nord, che ricordavo dai viaggi fatti con il camper, da ragazzo insieme ai miei. Limpidissimo e con una tavolozza di colori diversa, sempre ricco di nuvole dalle forme incredibili.

Facciamo quindi un giretto nel centro storico ricco di ristorantini e take away etnici. Gyros Pitta greco, burrito messicani, sushi, indiano, vietnamita, cinese, pub inglese, oltre le immancabili pizzerie e gelaterie dai nomi italiani. Questi sono solo alcuni che vediamo durante la passeggiata fra le casette di mattoncini dal look danese, quelle a graticcio tipiche tedesche ed altre più liberty che ricordano quasi quelle di San Francisco.

Alla fine decidiamo di fermarci a mangiare alla classica Braurei locale e assaporare quei bei piattoni di carne di maiale cucinati alla tedesca. La scelta è decisamente soddisfacente!

Dopo cena ci rimettiamo in marcia per altri 50 minuti, vogliamo varcare la frontiera ed avvicinarci ancora un po’ alla Lego House, dove abbiamo appuntamento l’indomani alle ore 10. Così ci fermiamo ormai alle 22, alle ultime luci del crepuscolo in un grandissimo e bellissimo spiazzo erboso nella piccola cittadina di Christianfeld

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