E’ una domanda più che sensata.
Questa sembra una scelta indubbiamente anacronistica, dato che viviamo nel momento della piena maturità ed affermazione dei social network e delle piattaforme di microblogging.
Di fatto nell’ultimo anno, ho tenuto il diario delle nostre giornate di viaggio con Pagghiu su Facebook e avrei potuto effettivamente continuare così.
Appena acquistato Pagghiu avevo considerato l’idea di usare Instagram per raccontare i nostri viaggi, indubbiamente sarebbe stato più glamour ed avrei adottato lo standard de-facto per i cosiddetti Travel-Blogger.
Io però non cerco una platea di follower tra persone che non conosco e non voglio mettere al centro del mio racconto delle immagini da effetto WOW, inoltre Instagram proprio non riesco a farmelo piacere, per come è realizzato e per il tipo di persona che ci prosperano.
Facebook è dunque andato bene, per provare a mantenere questo piccolo impegno personale e far arrivare a parenti, amici e conoscenti della cerchia più stretta le nostre piccole avventure di viaggio. Ma ho sempre più l’impressione che mio questo esercizio di costanza, che faccio in primis per conservare una testimonianza scritta e organizzata dei miei viaggi, possa essere intesa da qualcuno come ostentazione.
Il fatto è che, io per primo, provo un certo senso di repulsione verso l’idea di vivere le proprie esperienze in funzione del social engagement, della ricerca di status o prestigio mediante la condivisione di ricordi e pezzi di vita personale. Per non parlare poi di quell’inconfessabile e maligno dubbio che mi sorge ogni volta che vedo altri viaggiatori mettersi in posa per un selfie nei luoghi più iconici.
“Si staranno davvero assaporando ed imprimendo nel cuore questo momento o stanno già pensando a come vantarsene davanti alla loro cerchia di conoscenti, per fare i fighi?“
Perciò tornando all’obsoleto format del blog, spero di riuscire a smarcarmi il più possibile da questa sorta di vanesia perversione, e mostrarmi innanzitutto davanti alla mia coscienza come un viaggiatore più “puro” , intenzionato solo a tener traccia delle impressioni a caldo, delle emozioni vissute durante i viaggi. Prima che il filtro della memoria e della nostalgia renda tutto più sfuocato, dolce e ovattato.
Dico tornando perché io ho iniziato le mie vicissitudini di grafomane proprio sull’ormai defunta piattaforma di blogging splinder, nei primi anni 2000 con il mio pseudonimo di Ombracorta.
Ma al di là degli alibi verso me stesso, del mio overthinking (altrimenti detto Pippe Mentali) su cose che interessano probabilmente solo a me, il vero motivo è che desidero avere uno spazio mio, privato in cui scrivere queste memorie. Perché come ho già detto sono rivolte prima di tutto ai Porcari del futuro, che spero potranno farsi delle risate rileggendo queste righe e poi ai parenti, amici e conoscenti più stretti che fossero realmente interessati a queste cronache. Risparmio così il possibile fastidio di spammare con troppe foto o resoconti troppo lunghi persone non interessate che hanno avuto la sola colpa di aggiungermi tra i loro amici su Facebook.

Dunque si comincia e penso che pian piano riporterò i vecchi post e poi si incomincerà con il nuovo viaggio verso il Grande Nord. Tra l’altro oggi è una ricorrenza speciale e spero di buon auspicio per incominciare cose, perché esattamente 23 anni fa io e Chiara ci siamo messi insieme.
A presto!
